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La Casa di Sophia 2.0

Anche noi, piccolini di “Casa dei Ragazzi”, in questo periodo delicato non ci siamo fermati.
Dopo la chiusura delle scuole e dei servizi educativi per l’infanzia, noi operatori siamo andati a dare man forte ai colleghi in RSD, garantendo a distanza il contatto con i bambini che, nel frattempo, hanno iniziato la loro nuova esperienza casalinga.
Come operatori abbiamo vissuto paure ed emozioni forti legati a questa situazione, vivendo in prima persona i vissuti dell’Ente.
Ringraziamo le colleghe del Cse con le quali condividiamo l’importanza della relazione a distanza, e tutti gli operatori della Rsd che per tutto il tempo hanno dovuto gestire l’emergenza in prima linea.Per quel che ci ha riguardato abbiamo sentito l’esigenza e visto l’opportunità di trovare la nostra giusta collocazione in un periodo così complesso, per continuare a fare il nostro lavoro: ci siamo affidati alla riflessione sulla funzione e sulla responsabilità del nostro ruolo e questo ci ha permesso di ancorarci a una “normalità” sospesa.

 

A metà marzo, con il Servizio ancora chiuso, è stato attivato uno sportello psicologico di ascolto online, rivolto a tutte le famiglie; una decina di giorni dopo, appena le condizioni lo hanno permesso, parte del personale è rientrato in struttura.
Abbiamo dunque dato vita a “La Casa di Sophia 2.0”, ovvero l’insieme delle proposte “da remoto” che hanno sostituito quelle “in presenza” tipiche del Servizio, con l’intento di provare ad esserci a distanza (telefonicamente, con Skype e via mail) per le nostre famiglie. Dalle videochiamate su Whatsapp per un saluto, all’appuntamento fisso su Skype per dei giochi individuali (nomi, cose; tris; l’impiccato, per citarne qualcuno), alla “ricostruzione” o riprogettazione di quei laboratori che sono rimasti inattivi per un mese. Tra le altre proposte, dal “canto” nostro è proprio il caso di dirlo, abbiamo prestato la voce, fortemente entusiaste, per un karaoke a distanza nei progetti di video laboratorio.

                  

Il 27 marzo è stato pubblicato il primo post sul blog SOPHIA 2.0 (www.ilblogdisophia.blogspot.com) che raccoglie ormai 7 pagine fisse e che ad oggi ha pubblicato 41 post per bambini e genitori ottenendo 1823 visualizzazioni (aggiornamento al 08/05/20). Svariati i temi che sono stati affrontati, prevalentemente basandoci sulle giornate internazionali, tutti da scoprire navigando al suo interno.

Non sono mancati momenti in cui abbiamo prestato l’orecchio a genitori che si sentivano inermi di fronte alla gestione dei figli in difficoltà per via dell’estremo isolamento, ma che, allo stesso tempo, ci chiedevano preoccupati come stessero i ragazzi della RSD. Genitori che, per fortuna, hanno poi saputo trasformare le proprie paure in ricchezza.

Ora le famiglie fanno maggiormente richiesta di spazi di sollievo e iniziano a manifestare forte la preoccupazione verso le competenze didattico-cognitive dei propri figli. Molti bambini stanno avendo un calo della motivazione all’interazione e alcuni risposte comportamentali faticose da gestire.

Pertanto anche la nostra proposta si sta rimodulando in corsa: alla fine del mese di aprile sono ripresi gradualmente alcuni progetti in rapporto 1:1 (operatore-bambino), nel rispetto delle disposizioni specifiche riguardanti la sicurezza sanitaria e ci stiamo interrogando sul futuro prossimo. Verrà sfruttato sempre di più lo spazio orto esterno, rinato lo scorso anno grazie alla collaborazione con i papà, facendolo diventare un vero e proprio piccolo laboratorio agricolo.

Sicuramente questa situazione fa capire sempre più quanto sia importante l’unità e la presenza della rete per tutte le famiglie… per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio, come ci insegna un proverbio africano!

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