Anche quest’anno gli utenti del CSE Casa dei Ragazzi ha trascorso una settimana di villeggiatura. La testimonianza delle educatrici.
Il Camping Lido di Lazise è ormai una seconda casa per i nostri ragazzi, un luogo del cuore dove l’accoglienza del personale e le coccole del ristorante creano una magica familiarità. Questa settimana ha rappresentato per loro una straordinaria occasione di autonomia, in cui i ragazzi hanno potuto mettersi alla prova lontano dalle famiglie, liberi di scegliere e gestirsi nei tre bungalow. Un ringraziamento speciale va alle nostre educatrici, che con immensa disponibilità organizzano e gestiscono queste giornate, tanto splendide quanto impegnative; quest’anno si è unita a loro anche Sara, tirocinante diventata volontaria per supportare il gruppo. Tra il caldo e i tramonti sul lago, la vacanza ha regalato emozioni e grandi conquiste, come Mario che ha finalmente superato la paura dell’acqua, tra gelati, scivoli, tuffi in piscina e scatenati balli con l’animazione.
Il punto di vista di Sara e il valore del volontariato
Dal punto di vista della nostra volontaria Sara, questa nuova esperienza ha rappresentato un momento di profonda crescita personale e professionale. Dopo aver concluso il suo percorso di tirocinio universitario, la scelta di partecipare attivamente alla vacanza è nata dal desiderio di conoscere meglio i ragazzi, osservandoli in un contesto completamente diverso da quello istituzionale e quotidiano. Vivere la quotidianità della vacanza, condividendo spazi e momenti di svago, ha permesso di consolidare relazioni autentiche e di cogliere sfumature e potenzialità dei ragazzi che difficilmente eme
rgono nella routine. Per Sara è stata un’opportunità unica per mettersi in gioco, offrendo un supporto prezioso e ricevendo in cambio una straordinaria ricchezza umana.
Le sue parole: “Mi sono tuffata in questa esperienza con la stessa paura che aveva Mario per l’acqua e con il coraggio che lo ha spinto a riprovarci. Più che un semplice viaggio, questo per me è stato un modo per entrare nel mondo dei ragazzi vivendoli giorno per giorno, ascoltandoli e imparando a conoscerli di fuori dal solito contesto. E’ bastato “poco” perché mi sentissi a casa: un “ti voglio bene” detto all’improvviso, uno sguardo sorridente, una coccola inattesa, uno sguardo sereno…
Quel “poco” che in realtà è tutto ed è in grado di donarti un sorriso ogni giorno. Sono stata riconosciuta, valorizzata e coinvolta in un progetto che non vedevo l’ora di sperimentare sulla mia pelle. E’ stata un’esperienza indimenticabile, una di quelle difficili da raccontare a parole, perché per comprenderla davvero bisogna viverla. Ed ora che ho vissuto e condiviso queste emozioni e momenti, non vedo l’ora di v

iverne altri… a Lazise o in un altro posto, purché insieme ai ragazzi”.
L’importanza di uscire dalla quotidianità e il ruolo fondamentale dell’Ente e delle famiglie
Uscire dalla routine quotidiana è fondamentale per favorire l’inclusione e lo sviluppo dell’autonomia: fare nuove esperienze e incontrare persone nuove in contesti informali, come quello del campeggio, stimola i ragazzi a relazionarsi con il mondo esterno in modo attivo e sicuro. In questo contesto, è importante sottolineare che la realizzazione di questi soggiorni, interamente finanziati dai genitori, è possibile innanzitutto grazie alla profonda fiducia che le famiglie ripongono nel nostro Ente e nelle educatrici. La scelta dell’Ente di sostenere e promuovere queste iniziative non è affatto scontata: si basa infatti sulla disponibilità degli educatori, che scelgono di mettere a disposizione il proprio tempo e la propria professionalità per giornate così intense e impegnative. Credere nel valore sociale del tempo libero e valorizzare questa sinergia tra la fiducia delle famiglie, la disponibilità del personale e il supporto dell’Ente dimostra una reale e condivisa attenzione al benessere dei ragazzi.









