E’ il tempo in cui si iniziano a comprare le agende del nuovo anno, a prendere appuntamenti per il 2025 e, finalmente, presso le due Residenze gestite da Casa dei Ragazzi IAMA si organizza il primo Natale con più di 60 ospiti. E viene naturale fermarsi un secondo per guardarsi indietro e vedere tutta la strada compiuta in un anno e mezzo.

A Luglio 2023 abbiamo fatto i primi passi nella nuova struttura, con il timore di sporcare i nuovi pavimenti, prendendo le misure con gli ampi corridoi, immaginando gli ospiti seduti sui divanetti verdi o nelle aule ricreative gialle e rosse. Poi, all’inizio piano piano, ma presto a passo sempre più spedito abbiamo camminato insieme e ingaggiato nuove persone che hanno iniziato a lavorare per Casa dei Ragazzi IAMA, abbiamo imparato un nuovo modo di collaborare, con ritmi e obiettivi alti, abbiamo inserito nuovi ospiti con disabilità differenti e incontrato nuove persone e famiglie da conoscere e ascoltare per potercene prendere cura.

Vogliamo dire grazie a questo tempo e grazie alle persone che hanno scelto di lavorare a un progetto che si sta costruendo giorno dopo giorno, a volte sbagliando, a volte raggiungendo buoni risultati come quando un ospite con una disabilità grave inizia a sorriderti o un altro ospite mostra gesti di autonomia, o un nuovo inserimento inizia a comprendere le regole del vivere insieme.

Vogliamo dire grazie a operatori e operatrici, infermiere ed infermieri, educatori ed educatrici, e a tutti i professionisti che stanno accogliendo da una parte i nuovi colleghi e dall’altra, in contemporanea,  i nuovi ospiti, prendendosi cura di loro ogni giorno.

«Vogliamo ringraziare soprattutto gli ospiti più anziani, – afferma Marta Margutti, coordinatrice della RSD La Casa dei Ragazzi –  che sono stati magnifici in un momento di grande cambiamento come quello che abbiamo vissuto quest’anno: cambiamento che non fa mai rima con disabilità, anzi…. può risultare sempre traumatico.»

Riguardando la strada fatta diciamo grazie alle parole non dette e a quelle pronunciate a gran voce, ai gesti accennati, ai silenzi che chiedono ascolto, perché anche grazie a tutto questo abbiamo compreso come modulare il nostro servizio, quali attività scegliere affinchè ogni ospite possa trovare la “sua attività”, il suo modo per esprimersi e migliorare il suo benessere generale.

«E’ difficile riuscire a modulare le esigenze e bisogni di ognuno – racconta Clarissa Bassani – ma quando ci si riesce le soddisfazioni sono tante. Si cerca sempre di sviluppare al massimo le autonomie degli ospiti e di mantenerle nel tempo, tentando di non sostituirsi a loro nelle azioni, quando possibile, anche quelle della vita quotidiana in modo tale che loro stessi si sentano gratificati dallo svolgere quella determinata attività e portare a termine quel compito.»

Le attività sono tante e schedulate lungo la settimana: attività sensoriali, creative, ludiche, cognitive e riabilitative. Non sempre un ospite desidera ed è capace di fare attività di gruppo, ma sicuramente uno degli obiettivi è portarli a relazionarsi con gli altri, perché siamo consapevoli che le amicizie che si creano in RSD sono speciali e uniche. Come quelle che vediamo crearsi tra Jenny e Cristina, mentre vivono il laboratorio di beauty, uno spazio creato per le “ragazze” per dedicarsi un momento di pieno relax. Con musiche rilassanti in sottofondo, le operatrici propongono alle ospiti coinvolte massaggi con creme profumate, manicure con smalti di varie tinte e, per chi lo desidera, anche la possibilità di truccarsi con prodotti assortiti. È un momento pensato alla cura di sé, in cui si dedica un po’ di tempo a gesti e attività che a prima vista possono apparire semplicemente rilassanti, ma che in realtà vanno a sviluppare concentrazione, capacità di scelta e autostima.

Oggi nelle nostre RSD vogliamo vivere la giornata del Dono, il Giving Tuesday, oltre alla Giornata delle persone con Disabilità, perché ci sentiamo di voler ringraziare per il tratto percorso fin qui, estendendo i ringraziamenti a chi si sta avvicinando alla nostra realtà attraverso nuove vie che stiamo immaginando insieme: il futuro che stiamo costruendo.