Il 2 novembre 2024 si è tenuta la Celebrazione per lo scoprimento delle lapidi dedicate ai cittadini illustri benemeriti al Famedio, il Pantheon all’interno del Cimitero Monumentale di Milano.
Tra le 13 personalità scelte dalla Commissione consultiva del Comune di Milano per la cerimonia, anche la professoressa Maria Alda Bencini, tra le fondatrici di Casa dei Ragazzi IAMA.
La celebrazione è stata introdotta dall’esibizione del Coro M. Haydn del Conservatorio di Milano.
Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenuto a seguire, ha ringraziato i cittadini e le cittadine ricordati in questa occasione che “hanno lasciato un contributo che ha consolidato il valore di Milano in vari campi: la musica, il giornalismo, l’imprenditoria, l’architettura, la medicina, lo sport, la scienza il teatro, l’arte, l’impegno civile e nelle istituzioni”, sottolineando l’importante presenza di figure femminili, che con il loro ingegno e creatività si sono impegnate per rendere migliore il mondo.
A seguire, la Presidente del Consiglio Comunale Elena Buscemi ha condiviso una breve biografia dei sette uomini e delle sei donne che, grazie al loro impegno civile, alla dedizione e alla passione per il loro lavoro, si sono distinti nella città di Milano: Enzo Baldoni, Maria Alda Bencini, Irene Camber, Mariabianca Cita Sitoni, Anna Gastel, don Luigi Melesi, Franca Nuti, Laura Perini, Maurizio Pollini, Italo Rota, Angelo Stoppani e Giuseppe Turani.
“È stata una grande emozione, leggere tra i nuovi nomi iscritti al Pantheon di Milano, all’interno del Famedio del Cimitero Monumentale, in particolare il nome di Maria Alda Bencini, donna eccezionale, che ha precorso i tempi coi suoi studi e le sue intuizioni. – racconta Roberta Osculati, Vicepresidente del Consiglio comunale di Milano e componente della Commissione Consultativa per le Onoranze del Famedio – Da docente, ricercatrice e medico è stata una delle più importanti studiose di neuropsichiatria infantile, a cui Milano e il Comune stesso devono molto per le sue ricerche e i suoi studi sull’infanzia e la disabilità. Aver scolpito il suo nome sulla pietra è un segno di riconoscenza a una donna dall’intelligenza viva e dal cuore grande, ma è anche un monito per ciascuno di noi a dare sempre il meglio di sé per il bene della città.”
“È stato molto emozionante sentire pronunciare il nome della professoressa Bencini – ha commentato la Presidente di Casa dei Ragazzi IAMA Elena Rolandi – Sono certa che avrebbe sicuramente apprezzato questo riconoscimento della città e delle istituzioni per il suo costante contributo alla società. Il suo è stato un lavoro silenzioso e costante per cercare il meglio per le famiglie che incontrava, prendendosi carico dei loro figli con disabilità. Anche l’ultima volta che l’ho incontrata, ha sempre empatizzato molto con le difficoltà dei bambini e dei ragazzi, considerandoli sempre persone ricche di abilità da valorizzare”.
Presenti anche il Vicepresidente di Casa dei Ragazzi IAMA Enrico Lodigiani e la famiglia della professoressa Bencini: Stefania e Silvio Bariatti, con i rispettivi figli Giorgio e Ettore.
Maria Alda Bencini Bariatti. Docente universitaria, ricercatrice, medico specializzato in pediatria e in clinica delle malattie nervose mentali. Ha dedicato tutta la sua vita, anche dopo la pensione, al mondo dell’infanzia e della disabilità nella convinzione che i bambini con sindrome di Down o altre patologie potessero essere riabilitati e scolarizzati con metodi più specificamente adeguati alle loro condizioni e potenzialità. Negli anni Ottanta ha introdotto per la prima volta il concetto del “dopo di noi”, per garantire ai genitori anziani di ragazze e ragazzi disabili una prospettiva assistenziale futura per i figli. Con questo intento, insieme a un gruppo di professioniste, negli anni Settanta aveva fondato l’Associazione “Amici della Scuola Treves-De Sanctis”, la scuola speciale del Comune di Milano con la quale ha collaborato per 39 anni, dalla quale è successivamente nata la Casa dei Ragazzi di Olgiate Molgora, in provincia di Lecco.
