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Se è vero e comprovato che la comunicazione è vita, è altrettanto vero che la comunicazione non è semplice per tutti. Casa di Sophia in questi anni ha sviluppato un ruolo ben preciso in merito al sistema di Comunicazione Aumentativa Alternativa, diventando quel ponte necessario tra la terapia clinica e la quotidianità dei bambini coinvolti insieme ai loro genitori ed insegnanti. Che cosa è la CAA? Come funziona? Quale l’approccio di Casa di Sophia?

La CAA è un sistema di strategie comunicative pensate in modo specifico per un singolo individuo. Queste strategie possono essere composte da sistemi di simboli, segni gestuali, strumenti tecnologici di uscita vocale e molto molto altro: ogni sistema di questo tipo deve essere adatto alle singole, e uniche, competenze di uno specifico individuo che, per un deficit transitorio o per una compromissione comunicativa permanente, non riesce ad utilizzare il sistema di comunicazione canonico.

La CAA è un sistema multimodale che interviene nei contesti di vita; e diversamente non potrebbe essere perchè la Comunicazione è vita.

Negli anni, in ambito clinico, pedagogico e anche politico in senso ampio, molto è stato fatto in questo senso: sono state riconosciute, per esempio, alcune lingue dei segni nate nelle comunità di sordi; sono stati creati sistemi di simboli con caratteristiche tipiche di una lingua e si sono sviluppati impianti tecnologici sempre più efficaci per sostituire la voce.

Il modello teorico di riferimento adottato, in questo caso, è stato quello proposto dalla dott.ssa Antonella Costantino e dalla sua equipe operante nel Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa (Milano e Verdello).
Tale modello sta positivamente aumentando il suo impatto nel territorio anche grazie all’interesse mostrato da alcune biblioteche comunali che prestano “libri modificati” (es. inbook), grazie alla nascita di in alcune associazioni sensibili a questo tema e alla ideazione di progetti di diffusione di tale cultura comunicativa tra le famiglie e nella comunità.
Tale sistema comunicativo individualizzato diventa patrimonio personale da poter mettere in campo nel proprio contesto, nelle proprie relazioni significative. È fondamentale che questo progetto nasca nell’ambiente terapeutico, ma è altrettanto importante che possa uscire da lì, per essere poi realmente speso nella vita di ogni soggetto coinvolto.
Lo stesso Centro Sovrazonale propone costantemente formazione gratuita, rivolta sia ai familiari che specialisti nel settore e mette a disposizione notevole materiale sia per le famiglie sia per le scuole e gli specialisti.
Nel sito www.sovrazonalecaa.org si possono trovare diversi spunti e materiale utile.

CAA OLTRE LA TERAPIA

Tale apertura, oltre la stanza di terapia, diventa fondamentale, perché è proprio l’ambiente di vita il luogo in cui la persona è se stessa e deve poter comunicare, ed è proprio quello il contesto in cui sarà necessario riuscire ad integrare questo nuovo sistema comunicativo, perché è nella quotidianità che lo scambio comunicativo genera senso e contribuisce alla valorizzazione della dignità della persona.

Una nuova lingua, dunque, che deve potersi costituire come cornice comunicativa della comunità di quello specifico bambino. E, come tutte le lingue, anche questa sarà molto flessibile, mutevole nel tempo e costantemente messa in discussione: perché le cose da dirsi cambiano sempre, le situazioni si modellano e ogni individuo cresce, cambia interessi e ha nuovi bisogni, giorno dopo giorno.

E saranno le famiglie e gli operatori che incontrano il bambino nei diversi contesti di vita a stare dietro a questo continuo mutamento e al continuo rimaneggiare i supporti.

 

Non si tratta semplicemente di applicare una tecnica riabilitativa, ma di costruire un sistema flessibile su misura per ogni persona, da promuovere in tutti i momenti e luoghi della vita poiché la comunicazione è per ognuno di noi necessaria ed indispensabile in ogni momento, e non solo nella stanza di terapia.

Il ruolo di Casa di Sophia è soprattutto quello di essere un punto di mediazione e contesto di generalizzazione dei processi in CAA attivati in sede riabilitativa ed istituzionale, ponendosi in quella “terra di mezzo” fra la riabilitazione clinica e la vita quotidiana delle famiglie coinvolte.

Fondamento del successo di un sistema di CAA, nel contesto di vita del bambino, è che tale sistema sia realmente usato e maneggiato costantemente; diventa pertanto prioritario il sostegno ai caregiver, siano essi genitori, parenti, insegnanti o educatori che stanno in contatto col bambino, affinché possano disporre di materiale aggiornato, flessibile e adatto ad andare incontro alle esigenze mutevoli del bambino, possano essere ricaricati e stimolati a modificare il proprio materiale da offrire al bambino e possano sentirsi capiti nelle loro difficoltà e sostenuti nel continuare, nonostante le risposte non siano sempre immediate.

È in quest’ottica che La Casa di Sophia ha posto, all’interno della sua programmazione, un focus significativo sulla CAA, con l’intento, forse ambizioso, di essere uno snodo per l’abilitazione di tale competenza e del suo modus operandi, promotrice di tale cultura comunicativa e sostenitrice della diffusione di materiale di uso pratico. In sintesi l’obiettivo è quello di arricchire la valigetta degli strumenti di resilienza dei genitori, attraverso competenze relazionali spendibili nella propria quotidianità.

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